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Fw: [FSF] assemblea sul carcere "DENTRO E FUORI LE MURA": msg#00277politics.activism.neurogreen
>oggi 27 dicembre, alle 15, alla casa del popolo 25 aprile, per il quarto > anno ci sarà l'assemblea del gruppo "FUORI E DENTRO LE MURA". > Quattro anni fa un gruppo di detenuti scelse questa data per parlare alla > cittadinanza della situazione di Sollicciano. Data utile per ottenere un > permesso. Quei detenuti, assieme ad un piccolo gruppo di esterni continuano > a raccontarsi e a esprimere le proprie idee sulla detenzione e sulle cause > esterne che hanno trasformato il carcre in un contenitore di problemi > sociali, dove si perdono diritti e contatti. Nell'ultimo anno ci sono statie > visite di politici e iniziative esterne ed interne di varia natura. Ultima > quella del consiglio comunale di cui riportiamo qui sotto il documento che > il gruppo ha scritto e fornito ai consiglieri. > > > Il gruppo di lavoro 'Dentro e fuori le mura', che da due anni sviluppa > iniziative di riflessione, mobilitazione, informazione e sostegno sulle > condizioni di vita dentro, sul ruolo del carcere nella società, sugli > strumenti di cittadinanza per chi dal carcere esce, intende raccogliere in > questo documento le informazioni acquisite grazie ai contatti con familiari, > detenuti ed ex detenuti, volontari, persone che a vario titolo sono in > rapporto con la realtà del carcere di Sollicciano. > > Vogliamo informare 'fuori' sulle effettive condizioni di vita 'dentro': > denunciare le violenze e gli abusi, parlare dell'autolesionismo e dei > suicidi, dell'affettività negata, dei diritti sistematicamente calpestati. > > > > > > Ai Consiglieri Comunali che parteciperanno al Consiglio Comunale del 13 > dicembre a Sollicciano > > Al Presidente del Consiglio Comunale > > Al Garante dei Diritti dei Detenuti > > > > > > q Negazione del diritto alla salute. > > Familiari, detenuti ed ex-detenuti fanno riferimento costante a: > > a) Condizioni igieniche deplorevoli: particolare riferimento alle > docce e in generale alla mancanza di acqua calda (anche dai rubinetti delle > celle); alle celle fredde e umide (con perdite d'acqua) d'inverno e roventi > d'estate. Si ripetono ciclicamente casi di scabbia, peducolosi, ecc. > > b) Le visite mediche generiche vengono fatte nelle infermerie delle > sezioni. Spesso il detenuto non viene affatto visitato, resta in piedi e > tutto si basa sulla comunicazione orale e sulla distribuzione di farmaci. A > volte le 'visite' avvengono alla presenza del personale di custodia. I > problemi si pongono in particolare con una coppia di medici, che in alcuni > casi rifiutano del tutto le visite e le prescrizioni mediche. > > Il personale infermieristico è carente e difficilmente reperibile, come > affermato anche nella relazione della proposta di legge n.70 del 2.8.2004 > della Giunta Regionale Toscana. > > c) La legge sulla privacy non sembra valere per i detenuti, visto che > gli operatori vengono a conoscenza delle malattie (infettive) riscontrate. > > d) Le visite specialistiche richiedono tempi lunghissimi. Si attendono > settimane e anche mesi per una visita, in particolare per quelle > odontoiatrica, (meglio per cardiologo, pneumologo e cardiologo). Il sistema > di 'prenotazione' è perverso: esistono liste per sezione e all'interno di > ciascuna sezione si segue l'ordine alfabetico. Se il detenuto non è presente > in cella al momento della chiamata (per scuola, processo, lavoro, ecc.), > salta la visita e dovrà attendere nuovamente il turno della propria sezione. > Allo stesso modo, se lo specialista sta visitando in VI sezione e un > detenuto della V sezione ha il mal di denti, quest'ultimo dovrà attendere > (anche per mesi) che il medico abbia concluso le visite nelle altre dodici > sezioni. > > Questa situazione causa proteste e atti di autolesionismo. > > e) Le persone sieropositive e con AIDS conclamato sono detenute per lo > più nel centro clinico, ma talvolta anche in sezione. Ciò nonostante la > legge preveda l'incompatibilità di alcune malattie gravi (compreso AIDS) con > la carcerazione. Al 30 giugno 2004 era presenti 26 uomini e 7 donne con HIV > (dati Osservatorio Fondazione Michelucci). > > f) Assenza di farmaci essenziali, nonostante l'intervento regionale > che prevede l'approvvigionamento dei medicinali dalle farmacie delle USL. > > g) Viene soprattutto denunciata - da molti familiari - la > distribuzione costante e massiccia di psicofarmaci (tavor, minias, > valium...), legata all'esigenza di mantenere l'ordine nel carcere. Questo > senza valutare i gravi danni che l'abuso di tali sostanze provoca in chi le > assume e infischiandosene delle conseguenze negative che da tale prassi > possono derivare nel momento in cui si esce dal carcere. > > Sulla sanità penitenziaria in generale pesa la non applicazione della 'legge > Bindi' del 1999, (DPR 23 giugno 1999, n. 230) che impone il passaggio della > sanità penitenziaria al servizio sanitario nazionale. Prospettiva questa > fortemente osteggiata dai medici penitenziari. La Toscana, assieme ad altre > regioni (Puglia e Lazio), era uno dei luoghi in cui la legge prevedeva una > fase di sperimentazione. Di fatto, il passaggio non è mai avvenuto. La > proposta di Legge regionale n. 70 del 2 agosto 2004 (Tutela del diritto alla > salute dei detenuti e degli internati negli Istituti penitenziari ubicati in > Toscana) giace presso la Commissione Consiliare competente. > > I tagli dell'ultima Finanziaria hanno colpito duramente la sanità > penitenziaria, come viene spesso lamentato anche dalle autorità direttive > penitenziarie (si parla di un taglio del 50%). > > > > q Sovraffollamento. Ci sono oltre mille detenuti a Sollicciano, un > carcere costruito per 469 persone. In celle progettate per un detenuto ce ne > sono tre, quattro; nelle celle doppie, che dovevano essere destinate alla > socialità - ci sono anche nove detenuti. > > Data la cronica scarsità di posti di lavoro e di altre attività, si vive > così per oltre venti ore al giorno letteralmente accatastati, facendo i > turni anche solo per passeggiare in cella. Spesso mancano anche gli > sgabelli, ci sono limitazioni per i secchi, per lavare la biancheria, gli > 'stipetti' non bastano per contenere i vestiti, ecc. Mentre i cortili dell' > 'aria' sono anguste scatole di cemento nei quali si passa un tempo assai > limitato. > > Nonostante il sovraffollamento, uno dei due campi di calcio è stato > destinato al personale di custodia, limitando così l'attività dei detenuti > (uomini) a un'ora e mezza ogni quindici giorni. > > L'unica 'soluzione' che l'amministrazione penitenziaria trova al > sovraffollamento (in assenza di adeguate politiche di depenalizzazione e > decarcerizzazione) è quella degli sfollamenti (in media, due all'anno, di > duecento detenuti ciascuno) che in molti casi scaraventano i detenuti anche > a centinaia di chilometri dai propri familiari e amici, aggravando > ulteriormente il già penoso problema dell'affettività negata. Non si tiene > in alcun conto inoltre delle attività scolastiche, lavorative e > 'trattamentali' che il detenuto aveva intrapreso e che è costretto a > ricominciare (se possibile) nel nuovo carcere. > > > > q Il vitto passato dall'amministrazione penitenziaria - unico pasto > dei detenuti più poveri e senza sostegno dall'esterno, in particolare al > giudiziario - è del tutto insufficiente. Per anni non sono stati serviti > pasti caldi, mentre la colazione ad esempio consiste in un misero > bicchierino di latte. Del resto, il costo totale per i tre pasti giornalieri > ammonta a 1,58 euro! > > E' il sistema degli appalti in generale ad essere totalmente fuori > controllo: lo dimostrano anche i prezzi dei beni venduti al sopravvitto, > nettamente superiori a quelli degli stessi prodotti venduti all'esterno del > carcere, come denunciato dai familiari delle persone detenute. > > > > q Il lavoro interno. Secondo i dati dell'Osservatorio della Fondazione > Michelucci, al 30 giugno 2004 lavoravano a Sollicciano 237 detenuti (34 > donne). Di questi, 196 alle 'lavorazioni interne' (portavitto, scopino, > scrivano, spesino, pulizie corridoi, uffici, ecc.), per turni di una durata > complessiva di quindici giorni o un mese (una o due volte l'anno), > distribuiti secondo criteri personalistici, non rispondenti al regolamento > penitenziario. Solo nove detenuti sono impiegati nei laboratori (biciclette: > 1). La falegnameria è chiusa. > > La legge Smuraglia per il lavoro interno ed esterno non è applicata. I corsi > di formazione, di competenza della Provincia, sono insufficiente o > sporadici. > > > > q La scuola. Occupa un ruolo rilevante all'interno del carcere, > impegnando circa 150 persone tra mattina e pomeriggio, a tutti i livelli > scolastici (dall'alfabetizzazione alla scuola superiore). In virtù di > sperimentazioni e contributi esterni, la scuola supplisce di fatto ad alcune > carenze relazionali. > > Nonostante il forte impegno, la scuola non riesce a coprire l'alto numero di > domande (circa altre 150 persone). A causa dei fine pena e del mancato > rispetto della circolare ministeriale che vieta di trasferire i detenuti > studenti nel corso dell'anno, c'è inoltre un grande ricambio che impedisce > il compimento del percorso scolastico. > > > > q Affettività negata. Troppa enfasi è stata posta (anche nel recente > convegno di Palazzo Vecchio) sul 'Giardino degli Incontri', di cui potrà > beneficiare una minoranza dei detenuti, data l'impossibilità della maggior > parte delle famiglie di far visita (questo vale in particolare per i molti > detenuti stranieri). In ogni caso è importante che non diventi un alibi per > i magistrati di sorveglianza per restringere ulteriormente i permessi e le > misure alternative. La vera affettività si esprime all'esterno del carcere. > > I disagi per i familiari sono molti, dovendo spesso accollarsi viaggi di > decine o anche centinaia di chilometri. Perfino l'autobus dell'ATAF ferma > molto distante dall'ingresso del carcere (i componenti del Consiglio > Comunale potrebbero recarsi a Sollicciano in autobus il 13 dicembre per fare > questa esperienza...). Sono spesso mamme, mogli, talvolta con bambini. > Arrivano con pacchi pesanti, sui quali sono imposte restrizioni notevoli e > per lo più incomprensibili. Vengono sovente perquisiti, come accade per gli > stessi detenuti. Non sono ammessi ai colloqui gli amici, i conoscenti, > nessuno che non sia familiare. Per i conviventi è necessaria un'apposita > dichiarazione. > > Considerati 'presunti colpevoli', non titolari di diritti, subiscono spesso > vere e proprie umiliazioni. Anche i familiari di fatto scontano di fatto una > pena. Tra l'altro, con la negazione dell'affettività e della sessualità. > Mentre la sessualità dei detenuti resta un buco nero (si pensi anche ai > detenuti transessuali nelle sezioni maschili...). > > > > > > q Carenza di educatori/assistenti sociali e misure alternative alla > detenzione. > > Con quattro educatori per oltre mille detenuti (rapporto 1/250, mentre la > legge Gozzini prevede un rapporto 1/25), molti detenuti non hanno mai visto > il 'loro' educatore, in particolare al giudiziario. Viene così negata di > fatto la possibilità di accedere ai benefici previsti dalla legge, prima di > tutto alle misure alternative (semilibertà, affidamento in prova al servizio > sociale). Su questo incide anche l'atteggiamento sempre più restrittivo > della magistratura di sorveglianza, nonché la mancanza di casa e lavoro per > molti detenuti e i provvedimenti di espulsione per i detenuti immigrati. Si > pensi che a S.Teresa (via della Mattonaia, per detenuti in semilibertà) da > una media di 50 presenti si è passati a circa 25. > > La crescente precarietà del lavoro comporta una ulteriore riduzione dei > detenuti che beneficiano delle misure alternative, dato che molti contratti > a tempo determinato non vengono riconosciuti ai fini della concessione delle > stesse. > > > > q La violenza, l'arbitrio, gli abusi. Ci sono stati gravi episodi di > pestaggi a Sollicciano negli ultimi anni di cui si sono resi responsabili > alcuni agenti. Molti episodi non vengono denunciati perché, al di là del > timore per eventuali ritorsioni (trasferimenti di sezione o di carcere, > perdita del lavoro, ecc.), gli stessi detenuti non hanno fiducia nella > possibilità di ottenere giustizia, accettando e subendo la negazione dei > propri diritti all'interno del carcere. > > 'Violenza' comunque non è solo questo. Violento è il carcere in sé, per > tutto quanto detto sopra e per il sistematico arbitrio nell'esercizio del > potere: l'abuso di potere quotidiano, la discrezionalità, l'improvvisa > chiusura di spazi precedentemente concessi. Violenza legata alla natura > stessa repressiva del carcere è anche l'autolesionismo (presso il direttore > dell'area pedagogica - capo degli educatori - dott. Politi perviene > quotidianamente un registro nel quale sono annotati tutti gli 'eventi > critici'). E i suicidi: a Sollicciano, due nell'ultimo anno. > > > > q Sul personale di custodia. Il carcere di Sollicciano è uno degli > istituti con la più alta dotazione di personale rispetto alla pianta > organica. Ma non tutto il personale è effettivamente presente in sede, cosa > che impedisce spesso ai detenuti di uscire dalle celle per svolgere le > attività previste. Ad esempio la mattina di lunedì 13 dicembre non si > svolgerà l'attività scolastica perché gli aagenti di servizio saranno > destinati alla vigilanza nel pomeriggio. > > L'assenza del personale deriva da: elevato numero di personale comandato > presso altre sedi e incarichi; alto tasso di assenteismo; cattiva gestione > del personale da parte degli Uffici centrali dell'Amministrazione > penitenziaria, del Provveditorato Regionale e della Direzione. > > Prevale una logica clientelare e corporativa da parte delle dirigenze dei > sindacati autonomi degli agenti (SAPPE, OSAP...), che pur di accrescere la > propria forza di lobby, tacciono sui reali problemi di lavoro degli agenti > (ad esempio di quelli in servizio di leva) e sulle condizioni di vita dei > detenuti. > > > > q All'interno di Sollicciano vi sono alcune situazioni particolarmente > gravi, segnalate anche nel corso delle ultime visite di parlamentari e/o > consiglieri regionali. > > La V sezione (reparto giudiziario), dove sono presenti una ottantina di > detenuti tutti albanesi. Essi hanno subito gravi restrizioni dei loro già > limitati diritti per il solo fatto di appartenere alla medesima nazionalità > di alcuni evasi. Restrizioni che riguardavano inizialmente tutte le attività > (socialità, lavoro, scuola, ricreative) e che tuttora permangono soprattutto > con riferimento al lavoro. > > L'VIII sezione (reparto giudiziario), che è riservata a persone che per vari > motivi non sono accettati dal resto della popolazione detenuta. A loro è > negata qualsiasi attività trattamentale. > > Il 'reparto D' (come 'diversi'), posto al di sotto del centro clinico, dove > sono ristretti detenuti transessuali. Anche in questo caso ci sono forti > difficoltà per la partecipazione al lavoro; l'unica attività a cui > partecipano è la scuola. Alto tasso di autolesionismo. > > La casa di cura e custodia nella sezione femminile, che riproduce logiche > manicomiali e dove alto è il numero degli eventi autolesionistici. > > La sezione di transito, che accoglie talvolta i 'nuovi giunti' e che spesso > ha anche funzioni punitive, presenta condizioni particolarmente gravi a > livello igienico e per totale impossibilità di svolgere attività di > qualunque tipo. > > Segnaliamo anche la presenza di sezioni di alta sicurezza per reati > associativi, dove i detenuti sono isolati dal resto della popolazione e > fruiscono solo di un numero ristretto di attività (scuola soprattutto). > > > > q Le condizioni dei detenuti immigrati, pari al 50-60% della > popolazione detenuta complessiva di Sollicciano, sono particolarmente gravi > in relazione alla maggior parte dei punti sopra toccati. L'assenza di difesa > amplifica il problema dell'abuso della carcerazione preventiva, la distanza > dalle famiglie acuisce quello dell'affettività, la mancanza di documenti, di > casa e lavoro per molti di essi, unita alla prospettiva dell'espulsione, > impedisce loro l'accesso alle misure alternative. Per la Bossi-Fini poi, l' > immigrazione in quanto tale è un reato. > > > > > > E' assolutamente necessario vigilare costantemente sulle condizioni di vita > interne al carcere di Sollicciano, favorendo le prospettive di > decarcerizzazione attraverso le misure alternative e l'integrazione con la > comunità cittadina attraverso un'attenzione nelle politiche sociali generali > ai problemi specifici delle persone che sono o sono state private della > libertà personale. > > > > L'amministrazione comunale può fare qualcosa, orientando le politiche alla > tutela dei diritti delle persone detenute o ex-detenute in quanto cittadini > e non solo al sostegno delle attività delle associazioni di Terzo Settore: > > 1) facendo pressione sulle autorità statali, regionali e sull' > Amministrazione penitenziaria rispetto a problemi quali, soprattutto: > diritto alla salute; lavoro; istruzione; affettività; > > 2) intervenendo direttamente nell'ambito delle proprie competenze, attivando > politiche soprattutto per quanto riguarda: casa, assistenza sociale, lavoro, > politiche inclusive per gli immigrati. E l'autobus!!! > > > > > > > > @@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@ > -Dovremmo fare qualcosa,-disse Bianco. > -Troppo tardi.Quelli ormai non li ferma nessuno. > -Qualcosa contro gli umani,-precisò l'altro con un sorriso strano. > > Da "guerra agli umani" wu ming2 > > _______________________________________________ > Firenze Social Forum FSF@xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx > Per cancellarti o modificare le opzioni vai a: > http://www.firenzesocialforum.net/mailman/listinfo/fsf > Questa lista non accetta allegati o mail in formato html ?@?@?@?@?@ NEUROGREEN ecologia mentale, attivismo sociale X sovvertire l'europa zerozero http://liste.rekombinant.org/wws/subrequest/neurogreen |
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