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Non è tutto Telethon ciò che luccica? : msg#00249

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Subject: Non è tutto Telethon ciò che luccica?

Martedì 21 Dicembre 2004, 
Non è tutto Telethon ciò che luccica?

Telethon, la maratona televisiva a favore della ricerca sulle malattie genetiche nell'edizione del 2004, la quindicesima, ha superato l'ennesimo record superando i i 26 milioni e mezzo di euro, superiore a quella dello scorso anno, che si era fermata ai 25.260.495 euro.
Un successo dal doppio valore, dichiara Telethon in un comunicato diffuso attraverso il sito web Telethon.it, proprio per il contesto in cui è stato ottenuto e perché dimostra che, anche se con meno risorse a disposizione, i cittadini non hanno alcuna intenzione di rinunciare alla speranza nella ricerca scientifica e che Telethon rimane un punto di riferimento

 

affidabile.
Se la solidarietà è un atto da apprezzare indiscutibilmente, così come l'aiuto alla ricerca che di aiuti ha tanto bisogno, è possibile che tutto sia così bello, solare e senza incrinature? Ebbene no. Ci sono delle voci fuori dal coro che hanno voluto vedere se dietro i lustrini, gli sponsor e la bontà sia tutto da apprezzare a scatola chiusa.
Non ci riferiamo tanto ai ricercatori precari che interrompono la maratona di Telethon nella serata di venerdi, trasmessa da Rai Uno chiedendo per la ricerca più investimenti pubblici e meno elemosina, ricordando che mentre Telethon chiede ai cittadini di fare beneficenza per la ricerca scientifica, il governo Berlusconi taglia i finanziamenti alla ricerca e blocca l'assunzione di nuovi ricercatori.
D'altronde per i precari, le elemosine di Telethon sono ''meritorie'', anche se sono definite solo il secchiello con cui si intende svuotare un oceano.
C'è qualcuno che affronta la questione Telethon ancora più di petto. Si tratta di Giovanni Paolo Vanoli, dottore Naturista, laureato in Scienza della Nutrizione negli USA, giornalista, pubblicista, direttore responsabile di diverse testate, editore per 38 anni, conferenziere, ecologista, biblista, filosofo, si occupa da 40 anni di Medicine Alternative Naturali che attualmente pratica ed insegna in Italia ed all'estero.
Ecco quanto comunicato da Vanoli attraverso la sua newsletter degli iscritti al sito Mednat.org, di cui è curatore, a proposito di Telethon, con la quale si raccolgono dei commenti contro corrente sulla maratona televisiva a favore della ricerca:
''Vi siete mai chiesti quanto di quel denaro vada ai malati = NULLA; tutto va a coloro che lavorano in questa nuova e recente azienda che promuove studi e paga centri e ricercatori, con le offerte raccolte, che cercano di trovare nuove "molecole" e quindi farmaci che vengono poi prodotti e venduti a caro prezzo ai malati, che non hanno mai visto un soldo da quella azienda, ma che alle volte, si vendono anche la casa per pagare le "cure " dei loro familiari ammalati... magari dai vaccini.....che generano mutazioni genetiche trasmissibili alla prole che poi somatizzano malattie rare....che poi questa azienda tenta di ricercare le cause .....che ben si conoscono......ma che non si devono dire.....altrimenti la ricerca sulle malattie rare....non rende piu'..... ! Ecco come si chiude il cerchio su se ste$$o..??. Essi, come il Ministero della ?salute? e l'ISS, sono al corrente di questi dati.'' Questo è il testo del "Comunicato Stampa" inviato a tutta la stampa italiana ed ai vari ministeri, nel mese di Dicembre del 1995, dal presidente dell'Associazione Universo Bambino e che è passato in totale sordina:

L'Associazione Universo Bambino di Bari, comunica:
"Lo studio presentato dal Dott. Massimo Montinari, Medico Chirurgo, Presidente dell'Associazione Universo Bambino, è riferito a 48 pazienti che si sono rivolti alla sua Associazione dopo essere stati ricoverati presso numerosi Centri Ospedalieri nazionali e stranieri; questi sono stati selezionati da ben 186 malati, affetti da patologie del SNC (Sistema Nervoso Centrale), osservati nel periodo Apr/94 - Ott/95.
Nella storia di ogni paziente si documentava l'insorgenza di segni clinici relativi al SNC ed apparato digerente, in concomitanza o immediatamente dopo la somministrazione di vaccini (anti polio Sabin e Salk, Difterite-Tetano, anti morbillosa, Difterite, Tetano, Pertosse, anti TBC).
La proposta di studio è riferita alla valutazione del quadro immunitario dei pazienti ed al ruolo dell'immunogenetica nella diagnosi di patologie ad eziopatogenesi spesso dubbia ed handicappanti; l'attento studio del braccio corto del Cromosoma 6 dell'uomo, la caratteristica genetica e l'azione di virus a DNA in soggetti sottoposti a vaccinoprofilassi in età pediatrica, ha consentito di valutare una caratteristica ricorrenza di alleli nel quadro genetico di tutti i pazienti sottoposti a vaccinoprofilassi e insulto da virus a DNA ".
(By Universo Bambino) P.S. oggi (fine 2004) il dr. M. Montanari ha in cura oltre 2.800 bambini, ragazzi, militari, medici, paramedici, rovinati dai Vaccini ed il loro numero continua ad aumentare?.ma si continua a vaccinare per creare il mercato dei malati, tanto c'e' Telethon??.che risolve i problemi??''
''I vaccini - precisa Vanoli - producono mutazioni genetiche, anche sul cromosoma che controlla il sistema immunitario; queste mutazioni sono trasmissibili alla prole, infatti negli ormai piu' di 2.800 soggetti analizzati ed in cura dal 1996 al 2004, tutti presentano le stesse caratterische famigliari, di mutazioni (provenienti dai vaccini (tossine metalli tossici, sostanze cancerose, ecc.,entrocontenute) + amalgame dentali, per il loro contenuto di mercurio) che dal nonno-nonna, dal padre-madre, passano al nipote che alcune volte (slatentizza) cioe' ricevendo la mutazione sommata alla sua vaccinazione lo porta a somatizzare la malattia ereditata. Per cui il senso e' stato quello di informare gli organi di stampa e quelli preposti alla salute sui Gravi Danni dei Vaccini. ''

Vivisezione televisiva
Ad attaccare Telethon c'è anche Davide Ranzini, di Italy.peacelink.org: ''Dietro la facciata di un buonismo televisivo benevolmente ipocrita e un po' cialtrone, recitato da una mediocre parata di "stelle" del mondo dello spettacolo arruolate all'uopo, quale tipo di ricerche e quali risultati concreti sono stati ottenuti fino ad oggi, con le generosissime offerte di centinaia di migliaia di telespettatori?
E' stato un successo senza precedenti il dicembre scorso, l'ultima maratona Telethon per la raccolta dei fondi destinati alla ricerca sulle malattie genetiche. La manifestazione televisiva si è chiusa con una raccolta record di oltre 25,2 milioni di euro, due in più dell'anno scorso. "E' segno che l'Italia comincia a capire. Il mio sogno è far tornare nel nostro paese centomila ricercatori", ha dichiarato una raggiante Susanna Agnelli, presidente della Fondazione Telethon; "E per centrare quest'obiettivo, abbiamo bisogno di molte maratone come questa, e abbiamo tutta l'intenzione di riuscirci", ha aggiunto il direttore di Telethon, Niccolò Contucci. "Dalla sua prima apparizione televisiva italiana nel 1990, Telethon che nasce negli Stati Uniti a metà degli anni sessanta, ha avuto un costante e crescente successo. Nel 1991 è stato pubblicato il primo bando di concorso per finanziare progetti di ricerca sulle distrofie muscolari. Nel 1992 il Comitato Promotore Telethon, con una modifica al proprio statuto, ha aperto le porte alla ricerca su tutte le malattie genetiche di origine ereditaria. Ed infine nel 1995 è nata una Fondazione, come ente dedicato esclusivamente alla gestione delle iniziative di ricerca di Telethon.
Ma dietro la facciata di un buonismo televisivo benevolmente ipocrita e un po' cialtrone, recitato da una mediocre parata di "stelle" del mondo dello spettacolo arruolate all'uopo, quale tipo di ricerche e quali risultati concreti sono stati ottenuti fino ad oggi, con le generosissime offerte di centinaia di migliaia di telespettatori?
Innazitutto Telethon sovvenziona moltissime ricerche, per le quali vengono spesi ogni anno parecchi milioni di euro, che coinvolgono animali, soprattutto topi transgenici, ossia manipolati geneticamente, ai quali vengono indotti in modo del tutto artificiale i sintomi della malattia studiata. In sostanza viene riprodotto un sintomo "simile" a quello sotto studio ma le cui cause sono assolutamente diverse, e che si manifesta su una specie del tutto differente da quella d'interesse umana. Esistono così ad esempio: topi malati di Alzheimer, di Sclerosi Multipla, di diabete o meglio di analoghi di queste patologie, ma che gli animali non conoscerebbero per natura se non grazie all'uomo che le induce sperimentalmente in soggetti altrimenti sani.
Una prassi quindi basata su un errore metodologico che lo stesso Giulio Cossu, direttore del Centro per le Cellule Staminali dell'Istituto San Raffaele di Milano, e coinvolto in un progetto di ricerca sulla distrofia muscolare finanziato da Telethon involontariamente ammette, in una intervista (www.uildm.org), affermando che: "Ci sono vari problemi molto grandi ancora da affrontare e da risolvere. Il primo è quello che un uomo ha dei muscoli di gran lunga più grandi di quelli di un topo e quindi, per poter ricostituire l'intera massa di un quadricipite umano non servirà più mezzo milione di cellule, ma probabilmente ne servirà un miliardo! In questo senso, noi non siamo ancora in grado di crescere le equivalenti cellule umane, soprattutto se prelevate dai pazienti, fino a raggiungere quei numeri. E' proprio a tale scopo che stiamo studiando i mesoangioblasti umani, ma non conosciamo ancora di queste cellule le stesse cose che abbiamo imparato su quelle del topo: e potremmo avere delle brutte sorprese, come ad esempio che le cellule umane non crescano tanto quanto quelle murine (modello di topo ndr). Potremmo quindi averne poi in numero insufficiente".
E ancora: "Mentre i topi sono tutti immunologicamente identici ? come fossero dei gemelli monocoriali - non è così per gli uomini". Dunque si può dedurre da queste asserzioni come in realtà qualsiasi specie animale diversa dall'uomo non possa assolutamente essere considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella ricerca non possa essere confermata o confutata sulla semplice base di un'analogia, quella appunto tra uomo ed animale non umano.
Ma c'è di più. L'esigenza infatti di creare modelli geneticamente modificati, conferma in maniera inequivocabile, che fino ad ora la vivisezione non è stata una pratica scientifica attendibile, perché, se così fosse, non ci sarebbe la necessità di creare nuovi animali manipolati, più simili agli esseri umani. Infine, e non certo a margine di tutto ciò, per molti ricercatori, come da sempre sottolinea il dottor Stefano Cagno, autore di numerose pubblicazioni su tematiche quali l'ingegneria genetica, i diritti degli animali e la bioetica e Membro del Comitato Scientifico Antivivisezionista, la sperimentazione animale: "E' un metodo economico che permette numerose pubblicazioni e dunque una rapida carriera universitaria". Nel contempo per i grandi oligopoli del farmaco presenti sul mercato mondiale con oltre 200.000 specialità medicinali: "Diventa invece uno strumento malleabile: un punto di forza quando si tratta di sostenere la validità di un nuovo farmaco, un limite oggettivamente insuperabile quando un medicinale si rivela dannoso per la salute e i produttori devono difendersi in tribunale".
In tutta franchezza il valore effettivo degli esperimenti finanziati da Telethon, è stato fino ad oggi contrassegnato solo "Da una lunga serie di fallimenti terapeutici!" come ha affermato ancora il direttore del Centro per le Cellule Staminali dell'Istituto San Raffaele, il luglio dello scorso anno, su "Il Sole 24ore".
Nonostante ciò la ricerca proseguirà ancora in questa direzione, anzi Telethon ha annunciato il via a un'altra campagna: il finanziamento di esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani che nei prossimi due anni saranno condotti da un team dell'Università La Sapienza di Roma. Questa volta i modelli sperimentali saranno dei mammiferi superiori, cioè cani.
In realtà non si tratterebbe della prima volta che il cosiddetto miglior amico dell'uomo viene impiegato negli studi sulla distrofia muscolare. Anche su di lui come per i topi, proprio per questa patologia ci si è accaniti a sperimentare anni addietro, senza però arrivare mai a risultati concreti. Adesso si decide di riprovarci. "Ma se i cani sono simili all'uomo -si domanda il dottor Cagno - perché allora per anni sono stati utilizzati roditori?" e "Perché si è sperimentato su animali manipolati geneticamente mentre ora invece si afferma di volerlo fare su animali non transgenici?". Cagno conclude: "La verità è che impiegando un metodo sbagliato si procede a casaccio e si sopravvive grazie a roboanti dichiarazioni che regolarmente vengono smentite nel tempo. La sperimentazione animale è una pseudoscienza che ci dà dei risultati sicuri solo dopo averli verificati nella nostra specie che diviene perciò la vera cavia, e poi, se la vivisezione avesse un valore scientifico, perché la legge imporrebbe prima di commercializzare un prodotto la sperimentazione anche sulla nostra specie?".

Anche la LAV interviene nel dibattito riguardo agli esperimenti sugli animali (tratto da Varesenews.it).
«Non siamo contro la ricerca, nè contro Telethon. Tuttavia dobbiamo dire che il finanziamento dato dal comune di Busto non andrà a progetti specifici; ricadrà invece "a pioggia" anche su quei rami della ricerca che si ostinano ad infliggere immotivate sofferenze agli animali». È intransigente Francesco Caci, leader degli animalisti bustocchi della LAV, quando si tratta degli animali e del loro diritto di non soffrire per mano dell'uomo. Nè teme l'impopolarità che gli deriverà sicuramente dal criticare un progetto da tutti considerato eccellente e necessario come Telethon.
Ma dopo l'adesione del Comune di Busto Arsizio all'importante progetto, rivolto a curare gravi malattie di origine genetica, la LAV sente il dovere di mettere i puntini sulle i. «All'interno di Telethon è possibile scegliere i progetti da finanziare, e ve ne sono molti che non prevedono esperimenti su animali» continua Caci. «Ciò che chiediamo è semplice: che il Comune di Busto, già impegnatosi per porre fine alla vivisezione presso l'Università dell'Insubria, si impegni a vincolare i suoi finanziamenti a Telethon a ricerche che non comportino crudeltà contro gli animali. Se del caso, Busto ritiri i fondi già stanziati, in modo da non finanziare la vivisezione. Peraltro, già l'anno scorso uscimmo sulla stampa con questi argomenti, ma evidentemente abbiamo trovato orecchie sorde o dimentiche del nostro richiamo».
Il contrasto fra chi vorrebbe tutelare anche topi e cavie da ogni sofferenza e chi sostiene che il loro "sacrificio" sia indispensabile pe far progredire la medicina è ormai radicato e antico. A sostegno delle proprie tesi, la LAV, nel duro comunicato stampa con cui critica l'adesione "senza se e senza ma" di Busto a Telethon, cita l'inutilità scientifica di questo genere di esperimenti. «Ogni specie reagisce in maniera diversa alle sostanze con le quali viene a contatto» ricorda la LAV.
Spietato il giudizio degli animalisti su chi compie queste sperimentazioni e sui suoi moventi. «Le aziende farmaceutiche utilizzano i test su animali perchè con essi possono dimostrare quello che vogliono, mettendo sul mercato farmaci inutili alle persone ma proficui per i propri azionisti. Per quanto riguarda i ricercatori, le loro carriere si basano sul numero di pubblicazioni prodotte; e solo grazie agli esperimenti sugli animali essi ne possono produrre parecchie in brevissimo tempo». E ancora, a rincarare la dose: «Gli istituti di ricerca annunciano periodicamente "eccezionali scoperte", ad esempio topi paralizzati che riprendono a camminare. Ma quando si chiede se la tecnica utilizzata sia applicabile agli esseri umani, la risposta è negativa, salvo poi aggiungere di essere vicini all'obiettivo: «altri cinque anni e cureremo gli uomini!». Così si chiedono altri soldi ai cittadini, e dopo cinque anni i ricercatori o non si fanno più sentire e cambiano progetto (chiedendo soldi per le nuove ricerche), oppure rilanciano: «stavolta ci siamo vicinissimi, dateci ancora contributi per altri cinque anni!». Un bel business, insomma. Sulla pelle degli animali e sulle lacrime dei familiari dei malati, truffati dai "falsari della scienza"».

http://it.news.yahoo.com/041221/136/31xpb.html

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