|
BMCR 2004.10.17, Francesca Schironi, I frammenti di Aristarco: msg#00018education.publications.bryn-mawr-classical-review
Francesca Schironi, I frammenti di Aristarco di Samotracia negli etimologici bizantini. Go+ttingen: Vandenhoeck & Ruprecht, 2004. Pp. 615. ISBN 3-525-25251-X. EUR 109.00. Reviewed by Emanuele Dettori, Universita\ di Roma "Tor Vergata" (emanuele.dettori@xxxxxxxxxxx) Word count: 3291 words ------------------------------- La premessa (pp. 7-9) contiene i propositi e i risultati. Da un punto di vista editoriale, l'A. si propone di rendere disponibile, criticamente, il materiale aristarcheo tra\dito dagli Etymologica bizantini, e precisamente dall'Etymologicum Genuinum e dagli Etymologica, che in qualche modo scaturiscono da esso. Ovvero: l'Etymologicum Symeonis, la Magna Grammatica, l'Etymologicum Magnum e il lessico dello Pseudo-Zonara, con una certa attenzione all'Etymologicum Gudianum e agli Epimerismi Homerici per le glosse in comune con questa tradizione. E' noto che molti di questi testi hanno fruito di edizioni solo parziali (per la situazione ecdotica vd. le pp. 16-24): cosi\ il Genuinum, l'Etymologicum Symeonis, la Magna Grammatica e l'Etymologicum Gudianum. Lo scopo e\ quello "di analizzare il terzo ramo della tradizione [scil. aristarchea], ossia quello relativo all' Etymologicum Genuinum e ai lessici da esso derivati" (p. 8), dato che gli altri due, gli scolii all'Iliade e Eustazio (sempre per l'Iliade), godono di edizioni moderne.[[1]] Sostanzialmente, l'A., con l'edizione e il commento intende far progredire la conoscenza di Aristarco "da tutti citato ... in fondo poco conosciuto", sulla linea del lavoro di Matthaios sulla Wortartenlehre,[[2]] e rileva come "dall'analisi degli etimologici sono stati isolati nuovi frammenti di Aristarco ... Per gli altri frammenti, presenti anche negli scoli e/o in Eustazio, gli etimologici hanno spesso offerto ulteriori elementi importanti e necessari per chiarire lo status quaestionis " (pp. 7-8). Sul resto le valutazioni verranno nel corso e alla fine della recensione, ma e\ opportuno anticipare qualche parola sui "nuovi frammenti di Aristarco". In realta\ sono tutti, tranne uno, frammenti presenti anche nell'Etymologicum Magnum, quindi noti (alcuni gia\ valutati, ad esempio, da Lehrs), e per i quali la definizione di "nuovi" puo\ risultare fuorviante. Il solo fr. 73 e\ riportato unicamente nel Genuinum: uno strano frammento di esegesi a Platone (?). L'articolazione del lavoro e\ molto semplice: una introduzione (pp. 11-35); una piccola sezione con due Testimonia commentati (pp. 39-46); la serie dei frammenti (73, piu\ 2 spurii), ognuno seguito immediatamente dal commento (pp. 51-565). Chiudono la Bibliografia (imponente: pp. 567-596) e gli Indici dei termini greci discussi (pp. 597-599), dei passi discussi (pp. 600-602), delle fonti (603-608), dei termini tecnici e delle cose notevoli (pp. 609-611), degli autori (pp. 612-615). L'introduzione e\ ripartita in cinque sezioni. L'ultima contiene il Conspectus siglorum. La prima e la terza sono di grande utilita\: alle pp. 11-14 c'e\ una descrizione e un grafico dello stemma di derivazione della dottrina aristarchea agli etimologici bizantini, mentre alle pp. 16-25 si ritrova una chiara e informata rassegna della situazione dei testimoni, di quella ecdotica e delle rispettive collocazioni degli Etymologica presi in considerazione. Chi e\ totalmente o anche solo parzialmente profano trarra\ particolare giovamento da queste pagine. La quarta sezione descrive i criteri dell'edizione, per i quali c'e\ da notare che: a) le glosse provenienti da Etymologica privi di un'edizione completa sono edite mediante autopsia diretta o indiretta (microfilm) dei codici; b) l'edizione di tali glosse e\ accompagnata dalla trascrizione di altre fonti che si riferiscano al medesimo lemma (naturalmente con riferimento ad Aristarco): Eustazio, scolii a Omero, etc.; c) per il Magnum si sono seguite le edizioni di Gaisford e Lasserre-Livadaras, con sporadici controlli sul Dorvillianus 2; d) per (Ps.-)Zonara ci si e\ attenuti a Tittmann; e) per il Gudianum a De Stefani per la parte pubblicata, mentre il resto si deve allo sforzo ecdotico della Schironi (salvo che per una parte della tradizione, per cui si e\ ricorsi a Sturz); f) in corpo minore segue la semplice indicazione di altre fonti che trattino la medesima questione grammaticale, ma senza menzionare Aristarco. Nonostante il lavoro di edizione, l'A. dichiara comunque di aver favorito, piuttosto che gli apparati critici (comunque minuziosi), "la raccolta e il confronto delle diverse testimonianze antiche per un unico lemma" (p. 25).[[3]] Per i testi gia\ editi sono riprodotte le edizioni piu\ affidabili (p. 27), anche nell'apparato critico. In generale, gli interventi testuali della Schironi, pur numerosi, raramente pretendono di essere sostanziosi, limitandosi per lo piu\ a fatti ortografici, accentuali, di divisione delle parole, etc. (ma vd., ad es., p. 71 ad l. 74; p. 109 n. 26; p. 474 ad l. 4). A base del commento, la scelta e\ stata quella di dare una visione sinottica, con la trascrizione di tutte le glosse che riportassero il frammento in questione. Cio\ porta a ripetere brani di testo che si ripetono identici (o con varianti trascurabili), oppure a trascrivere glosse evidentemente scorciate rispetto ad altre. La scelta si giustifica col fatto che spesso si tratta di glosse edite per la prima volta, ma non e\ del tutto confortevole per il lettore, che avrebbe una idea immediatamente piu\ chiara del problema dalla selezione dei dati rilevanti. La divisione dei frammenti e per "presunti" hypomnemata (a Iliade, Odissea, Esiodo, Sofocle, Aristofane e Platone [quest'ultimo con punto interrogativo]). Ai veri e propri frammenti e\ preposta l'edizione di due glosse qualificabili come testimonia. Da segnalare nel commento al secondo testimone una densa discussione sul significato di <greek>para/dosis</greek> (pp. 42-46), cui viene rivendicato, direi giustamente, l'accezione, minoritaria nella storia degli studi, di "tradizione grammaticale, ovvero l'opinione dei grammatici successivi ad Aristarco sulla base delle scelte operate da Aristarco stesso nel suo lavoro di <greek>e)/kdosis</greek>" (p. 46). Nell'edizione del testimone 2 si notano gia\ gli inconvenienti e le contraddizioni, quasi inevitabili, che derivano dal principio di intervenire il meno possibile su i testi. Il lemma del Genuinum e\ <greek>to\ xrh=sis</greek>: vi e\ una sequenza <greek>xrh=sis de\ kai\ para/dosis</greek>, evidentemente lacunosa; la Schironi, in apparato, riporta <greek>de\</greek> <<greek>ou)</greek>> di Blank (suggeritogli a voce ?: cf. p. 9). Ma la soluzione sembra a portata di mano, cf. le glosse trascritte subito dopo: Etym. M. 815, 16 = Magna Grammatica <greek>xrh=sis ... diafe/rei de\ parado/sews</greek>, Zon. 1861 <greek>xrh=sis de\ kai\ para/dosis diafe/rei</greek>. Se si voleva dare il testo del Genuinum cosi\ come lo presentano i codici la proposta di Blank non doveva essere menzionata, altrimenti era necessario, e meglio ancora, integrare il sicuro <greek>diafe/rei</greek> delle glosse parallele (meno rilevante, ma indicativa, e\ la scelta di lasciare nel Magnum la correzione <greek>kalou=ntai</greek> di Gaisford, per <greek>kalei=tai</greek> del Dorvillianus 2 e di tutte le glosse parallele). Si sa che intervenire su testi lessicografici per uniformarli rigidamente ai testi paralleli e\ operazione che puo\ risultare sia superflua sia scorretta, per il fatto che si tratta di redazioni aperte e per la stessa possibilita\ che l'errore sia, per cosi\ dire, 'd'autore': ma ci e\ sembrato di ravvisare una serie di casi dove l'intervento testuale fosse legittimo. Sono riportati qui di seguito, insieme ad altre osservazioni di carattere testuale. A p. 58 l. 15 il mantenimento della crux posta da Dyck appare ingiustificata, a fronte delle glosse parallele. Nella stessa pagina, a l. 27, nello schol. h, non si capisce lo scorretto <greek>*)Arista/rxou</greek> per l'ovvio <greek>*)Arista/rxw|</greek> recato da tutti i paralleli (errore di stampa ?). A p. 70 l. 59 e p. 71 l. 73 la Magna Grammatica e il Magnum recano <greek>nea=sai</greek> (<greek>nea/sai</greek> il cod. V della Magna grammatica) per <greek>e)a=sai</greek> del Genuinum, del Simeoniano e di Cherobosco: la Schironi annota nell'apparato al Magnum, "<greek>nea=sai</greek> Gaisford ex V: <greek>e)a=sai</greek> Sylburg, fort. recte". In primo luogo sembra di capire che anche parte della tradizione del Magnum ha <greek>e)a=sai</greek>, in secondo luogo e\ evidente che <greek>nea=sai</greek> non e\ accettabile ne/ per l'accento ((<greek>nea/sai</greek> di V della Magna grammatica e\ una correzione dell'impossibile <greek>nea=sai</greek>), ne/ per la sintassi, ne/ per il significato: avremmo fatto il passo di mettere a testo <greek>e)a=sai</greek> sia nella Magna grammatica sia nel Magnum. Alle pp. 77-78 La Schironi lascia il tra\dito <greek>ta\ protaktika\</greek> in l. 4 (Magnum), mentre lo corregge in <greek>toi=s protaktikoi=s</greek> in l. 14 (Gudianum) e accetta la medesima correzione di Dyck in l. 24 (Epimerismi). E\ vero che nelle ll. 28 e 31 troviamo l'atteso dativo con il verbo <greek>xrh=sqai</greek>, ma per <greek>xrh=sqai</greek>con l'accusativo si veda G. Redard, Recherches sur <greek>xrh=, xrh=sqai</greek>, Paris 1953, p. 33. Alle pp. 146-7 avremmo scelto tra <greek>perigrafh\n</greek> di ll. 9 e 34 (Genuinum e schol. A) e <greek>paragrafh\n</greek> di l. 23 (Magnum). Non si capisce perche/ la Schironi a p. 205 l. 3 voglia <greek> gra/fei</greek> contro <greek>gra/fetai</greek> proposto da Erbse e presente in tutte le glosse parallele. Alle pp. 216-218: a l. 6 potrebbe andar bene il tra\dito <greek>apotuxei=n</greek>; a l. 10 probabilmente la crux non e\ necessaria; a l. 4 s. <greek>o(/ph| kai\ ph=|</greek> (tra cruces) e\ fuori posto, cf. p. 217 l. 38; forse si potrebbe correggere <greek>sugkoph\n</greek> in <greek> a)pokoph\n</greek> in l. 34 (come ha operato De Stefani nel Gudianum, vd. l. 52 e apparato), ma cf. <greek>sugkoph=nai</greek> in Eustazio (p. 219 l. 83). A p. 327 l. 41 forse ci vorrebbe <greek>oi(=on</greek>, come nei paralleli Genuinum (l. 5) e (Ps.-)Zonara 1254 (l. 34), e non <greek>oi( de\</greek> (avrei qualche dubbio anche sul <greek>lego/mena</greek> di l. 42, al cospetto di <greek>le/gomen</greek> di l. 7 e <greek>le/gousi(n)</greek> di ll. 6 s., 21 e 35). A p. 353 l. 16 mi sembra che il Gudianum presenti lacuna, se confrontiamo i paralleli (ll. 4 s., 10 s., 23-25). Per p. 371 l. 6 la Schironi, p. 374, suppone, giustamente, corrutela: ipotizza una lacuna e corregge <greek>*)Ellou/s</greek> in <greek>*(Ellou/s</greek>. Non sarebbe stato piu\ coerente (anche se piu\ compromettente) correggere in <greek>Sellou/s</greek> ?. Dalla discussione alle pp. 380 s. si capisce che la soluzione di Aristarco presuppone un <greek>ei)/rumi</greek>, mentre quella di Tirannione <greek>e)ru/omai</greek>: se e\ cosi\ alle ll. 6 s. di p. 379 (nel testo del Magnum), <greek>o( ... Turanni/wn properispa=|, a)po\ tou= ei)/rumi, ei)ru=to</greek>, c'e\ qualcosa fuori posto. P. 452 ll. 27 s.: mi pare evidente che, sulla base di ll. 7 e 17 s., sia opportuno correggere in <greek>w(/sper to\ krh\s *)Eteo/krhs</greek>. La raccolta, non rispondente a un criterio tematico, ci pone di fronte a un panorama variegato delle questioni affrontate da Aristarco (grafiche, prosodiche, etimologiche, morfosemantiche, semantiche, etc.), e a una parallela varieta\ di criteri metodici utilizzati dallo stesso per risolverle. Tali criteri vanno quasi sempre indotti dal dettato di testimoni scorciati e desultori e quindi bisogna ricorrere a un certo sforzo di ingegno per arrivare ad una conclusione. Le analisi della Schironi enucleano diversi elementi dello strumentario metodico di Aristarco: il notorio <greek>*(/Omhron e)c *(Omh/rou safhni/zein</greek>; l'analogia (ad es. frr. 15, 18, 19, 35, 48, 58), su cui, pero\, a proposito del fr. 25 sembra prevalere l'etimologia, secondo la Schironi, mentre al fr. 39 viene contrapposta una sorta di 'analogia semantica' alla base della scelta di Aristarco (vd. anche fr. 60) contro una piu\ 'ortodossa' analogia morfologica invocata da Dionisio Trace per una diversa soluzione nell'accentazione di <greek>tarfeiai</greek> (casi di questo tipo fungono da profilassi contro l'imposizione dogmatica di criteri metodici assoluti a personalita\ che conosciamo in maniera cosi\ lacunosa; inoltre, il secondo caso, se e\ corretta l'analisi, dimostrerebbe, ancora una volta, che l'assunzione di categorie strettamente grammaticali non e\ ancora definita per Aristarco);[[4]] il privilegio dato all'usus rispetto a categorizzazioni grammaticali, peraltro di definizione piu\ tarda (ad es. frr. 1, 22); forse la preferenza, stilistica, per forme composte (fr. 10); il ricorso, comunque, alla tradizione manoscritta, anche se minoritaria (ad es. fr. 15, pp. 151 s.); l'ascrizione della lingua omerica all'attico antico (ad es. frr. 17, 19, 32); una certa predilezione per lo spondeo iniziale (ad es. fr, 19); l'attenzione alla prosodia come tratto distintivo tra omofoni (ad es. frr. 42, 51, 60; ma vd. fr. 69); il rifiuto di soluzioni in funzione di interpretazione allegorica (fr. 45); una costante attenzione a distinguere l'usus linguistico omerico da quello dei <greek>new/teroi</greek> (ad es. fr. 49). Interessante il fr. 7 (pp. 91-95), che permette di notare chiaramente le differenze nell'analisi morfologica tra un Aristarco e un Erodiano (per giungere alle medesime conclusioni). L'analisi del fr. 22 e\ un esempio di capacita\ di distinguere la dottrina aristarchea da quella di grammatici successivi, soprattutto nell'essere quella estranea all'applicazione di canoni grammaticali generali (vd. anche p. 241). Le analisi sono a tratti corredate da note con utili rassegne sulla posizione di Aristarco rispetto a determinate questioni (ad es. p. 101 n. 20: sull'eliminazione dell'aumento; p. 116 n. 25: sulle preposizioni "ridondanti"; p. 152 n. 24: sull'emphasis; p. 163 n. 24: soggetto neutro plurale e verbo singolare; p. 424 n. 28: sull'uso dell'arthron in Omero). L'A. dimostra alcune pecche in materia di linguistica (benche/ senza conseguenze sull'interpretazione dei frammenti aristarchei): p. 175: non credo si possa partire dalla distinzione di due temi *owi- e *owy- e non saprei se le forme <greek>oi)o/s</greek> e <greek>oi)o=n</greek> siano definite corrette da Schwyzer per il fatto di presentare il dittongo e non piuttosto per la collocazione dell'accento. p. 192 n. 3: -<greek>essi</greek> non e\ la desinenza eolica ma quella greco-comune per i neutri in -<greek>os</greek>-/-<greek>es</greek>-. p. 441: una "radice -<greek>om</greek> - nel senso di "vedere"" non esiste. p. 513: qualunque fosse l'opinione degli antichi sulla 'ionicita\' di <greek>e)dh/datai</greek>,[[5]] esso e\ comunque la forma attesa pangreca di III plur. media del perfetto, l'alternanza tra epsilon di <greek>e)dh/datai</greek> e alpha della nostra forma non c'entra niente, trattandosi in un caso di una III sing. e nell'altro di una III plur. Alcune osservazioni sparse: p. 89 ll. 3 ss.: mi sembra che la glossa degli Epimerismi (n. 9), a proposito dei <greek>new/teroi</greek> non si riferisca a <greek>fh=</greek>, ma ad <greek>h)=</greek>(<greek>n</greek>). A p. 72 n. 1, bibliografia sul piucheperfetto di <greek>oi)=da</greek>, aggiungere O. Hackstein, Die Sprachform der homerischen Epen, Wiesbaden 2002, pp. 254 ss. p. 122: credo che il significato inteso da Aristarco sia piuttosto "l'arco di cerchio (che corre) tra i manici da una parte e dall'altra", a meno che <greek>th\n dia\ tw=n w)/twn perife/reian</greek> non possa significare "la curvatura dei manici". p. 123: adde P. Radici Colace, Lexicon vasorum Graecorum, IV, Pisa 2001, p. 60 s. p. 193 n. 9: era da citare E. Risch, Wortbildung der homerischen Sprache, Berlin-New York 1972 (II ed.), p. 80, e accennare al fatto che <greek>u(gih/s</greek> potrebbe essere un composto. p. 207 n. 3: il libro di Curtius e\ citato secondo la I edizione (= II ed. p. 147). p. 219: manca in apparato il nome di chi ha integrato Lex. Mess. (Rabe ?). p. 223: forse l'intervento di Aristarco non si riferiva al vocalismo iniziale, ma solo al suffisso, che doveva essere -<greek>dh/n</greek> e non -<greek>th/n</greek>. p. 232 n. 1: adde la bibliografia in R. Nicolai, I veleni di Efira, in F. Montanari (cur.), Omero tremila anni dopo, Roma 2002, p. 457 n. 5. p. 254 ll. 14 e 17: dato che si dice che Aristarco non solo leggeva due parole, ma anche accentava properispomeno e\ meglio scrivere <greek>a)mbo/moisi</greek> e <greek>a)/mbwmos</greek> per le lezioni di Crisippo. p. 286 l. 2: Esichio dice <greek>to\ ple/on</greek>, ovvero "per lo piu\", non "sempre" p. 381 l. 9: meglio specificare che si tratta della III sing. del medio, poiche/ quella dell'attivo e\, al contrario, sempre lunga. p. 508 l. 7: si dovra\ scrivere <greek>h)=gos</greek>, a seguire le conclusioni di p. 507 n. 12. p. 542: non direi che il dettato dei testimoni inviti a concludere che "Aristarco sembra voler limitare il valore metaforico (e comico) dell'espressione, rifiutando le varie interpretazioni legate all'ambito culinario e rinviando l'immagine al campo medico": non e\ chiaramente definito cosa Aristarco intenda per <greek>qri/w</greek> in questo passo. Un giudizio finale deve necessariamente prevedere una valutazione in se del lavoro e una per se. Le incongruenze testuali, se pure, a voler essere rigidi, compromettono la completezza del lavoro ecdotico, sono comunque poche e certamente non tali da pregiudicare la grande utilita\ del materiale presentato. Le stesse modalita\ di presentazione dei testi, con la ricchezza dei paralleli, sia trascritti sia menzionati, provvedono a delineare un contesto quanto piu\ chiaro possibile per i problemi in questione. Cio\ fa da ottima base a quanto la stessa Schironi considera il suo compito primario, ovvero il lavoro di commento. In questo si nota immediatamente una qualita\. Ogni singola trattazione si apre con la descrizione del contenuto delle glosse, l'introduzione al problema in questione e la definizione della cornice in cui inquadrarlo: sono operazioni condotte con grande limpidezza, completezza e competenza e costituiscono gia\ una parte importante dell'esegesi, considerando la 'reticenza' del dettato di queste schede lessicografiche. La Schironi dimostra inoltre di possedere una saldissima conoscenza di questo tipo di materiali introducendo spesso nella discussione scolii o glosse che non vi pertengono direttamente, ma contribuiscono a integrare o illuminare il quadro. Questa competenza, come quella dimostrata sulla bibliografia pertinente,[[6]] e\ regolata da una sorvegliata misura nella valutazione dei dati e nelle conclusioni che si traggono. I percorsi scelti sono normalmente lineari (nei limiti in cui cio\ e\ possibile in considerazione delle caratteristiche del materiale) e contribuiscono pressoche/ sempre a fornire un quadro coerente dell'attivita\ filologica di Aristarco. Il rifiuto di soluzioni tortuose o ad hoc naturalmente porta in alcuni casi all'impasse esegetica. Cosi\ e\, a mio parere, nei casi, non rari, in cui le ragioni di una scelta aristarchea vengono individuate nella difesa della lezione manoscritta: normalmente questo avviene di fronte a scelte di Aristarco che contraddicono quanto sappiamo (o riteniamo di sapere) del suo metodo oppure vanno contro soluzioni che appaiono piu\ plausibili (ad es. frr. 4, 21, 26, 37, 43, 47, 56, 69). Il ricorso al 'criterio' della difesa della tradizione manoscritta, nella sua genericita\, ha un po' il sapore della resa: ma non si puo\ farne una colpa alla Schironi, costretta a cio\ dalla natura del materiale e guidata da una notevole dose di buon senso, che la porta a preferire questa generica proposta di criterio, piuttosto che ventilare proposte audaci e, alla fine, indimostrabili. La sostanza fornita dal materiale finora inedito non e\, in grandissima parte, nuova, in particolare alla luce del fatto che si tratta in grandissima parte di glosse presenti, pressoche/ con il medesimo dettato, nell'Etymologicum Magnum, ma presenta qualche integrazione di rilievo. Il progresso a mio parere sta soprattutto nelle lunghe e dettagliate discussioni che danno conto delle scelte di Aristarco, e che costituiscono, complessivamente, un ampio contributo alla definizione della sua personalita\ scientifica.[[7]] Una valutazione invece per se del lavoro richiede altri criteri. Aristarco si trova in una situazione particolare. Logica vorrebbe che la comunita\ degli studiosi avesse sott'occhio la raccolta completa dei frammenti della dottrina aristarchea (dico dottrina perche/ sarebbero da contemplare frammenti anonimi ma riconducibili al nostro) e da qui partisse per una analisi complessiva. Questo non e\, e dal XIX secolo si producono volumi su Aristarco senza l'aiuto di una recensio completa (il che non vuol dire che non si tratti a volta di opere di grande valore). Forse cio\ e\ il motivo che spinge la Schironi ad affermare che "Aristarco, da tutti citato, e\ in fondo assai poco conosciuto" (p. 7). Il fatto terribilmente indicativo e\ nell'affermazione di Matthaios (cit. in n. 2), p. 33, di aver trascelto circa 800 frammenti tra i ca. 5000 pertinenti, si badi bene, la sola descrizione linguistica in Aristarco. Di fronte a questi numeri c'e\ da disperare che un giorno, con gli attuali sistemi di lavoro, si possa avere una raccolta completa dei frammenti aristarchei. In ogni caso, il risultato e\, per parlare di situazioni concrete, che un volume come quello della Schironi, in cui si edita e discute materiale tematicamente eterogeneo (minimo comun denominatore e\ il tipo di fonte), si trova accostato a lavori come quello di Matthaios o come quello di Lu+hrs,[[8]] dedicati a questioni specifiche della filologia aristarchea: raccolte parziali di frammenti commentati accanto a trattazioni tematiche che, se anche prevedono una raccolta di materiale, ovviamente non puo\ essere che selettiva. Sia ben chiaro che non si tratta qui di giudicare il valore intrinseco del nostro lavoro e degli altri menzionati: e\ tuttavia evidente che la ricerca su Aristarco non procede in maniera coerente, tassello dopo tassello, ma costituisce per il momento un arcipelago, ove invece dovrebbe affiorare un continente. Il lavoro della Schironi e\ una di queste isole. I refusi non sono moltissimi, considerando la mole del lavoro.[[9]] ------------------ Notes: 1. Di non poco rilievo, per l'utilita\ dell'operazione, e\ il fatto che la tradizione che fa capo al Genuinum mostrerebbe un utilizzo del Vierma+nnerkommentar diverso da quello verificabile negli scolii all' Iliade (p. 16). 2. S. Matthaios, Untersuchungen zur Grammatik Aristarchs: Texte und Interpretation zur Wortartenlehere, Go+ttingen 1999. 3. A margine, si noti che cio\ la porta a rilevare un grave errore di trascrizione da parte di Lentz in Herodian. II 326, 1 (p. 74 n. 8). 4. Per una valutazione del tipo delle applicazioni analogistiche di Aristarco si vedano le discussioni, sia pur marginali, alle pp. 357 n. 13 e 449 n. 12. 5. La sensazione di uno ionismo poteva essere fornito agli antichi dal confronto con forme come hom. <greek>e)fra/datai</greek>, <greek>e)lhla/dato</greek>, herodot. <greek>katakexu/datai</greek>, <greek>e)stala/dato</greek>. 6. Dalla quale si nota, sia detto per inciso, che nella sostanza il grosso del lavoro esegetico su Aristarco e\ fermo al XIX secolo. 7. Senza dire, poi, che dal confronto tra le soluzioni di Aristarco e quello di altri filologi antichi risultano anche tasselli di storia e metodo dell'esegesi nell'antichita\. 8. D. Lu+hrs, Untersuchungen zu den Athetesen Aristarchs in der Ilias und zu ihrer Behandlung im Corpus der exegetischen Scholien, Hildesheim-Zu+rich-New York 1992. 9. Si trova sempre Van der Valk, Van Thiel, Van Leeuwen per van der Valk, van Thiel e van Leeuwen; p. 28 n. 11 l. 2: leggi "nei"; p. 44 l. 17: <greek>dia/lektos</greek> e\ femminile; p. 45 l. 18: leggi "manoscritti"; p. 59 n. 3 l. 1: leggi <greek>h(/de</greek>; p. 71 app. crit. ad Magnum l. 73: leggi "Choerob."; p. 85 l. 26: leggi "<greek>u(podiazeuktiko\s</greek>"; p. 88 n. 3 l. 4: leggi "<greek>ploutou=nta</greek>"; p. 136 n. 18 l. 2: leggi "rifiuta"; p. 149 l. 14: leggi "Ku+ster"; p. 155 n. 10 l. 2: leggi "<greek>proparocuto/nws</greek>"; p. 163 l. 7: leggi "inesistente"; p. 191 l. 26: leggi "<greek>h)=|</greek>"; p. 205 l. 19: leggi "<greek>perispa=tai</greek>"; p. 207 n. 3 l. 3: leggi "Verbum" (anche in bibliografia, a p. 581); p. 214 n. 6 l. 3: leggi "<greek>teryi/mbrotos</greek>"; p. 216 l. 14: leggi "<greek>genikh\</greek>"; p. 223 n. l. 1: leggi "maggioranza"; p. 224 l. 2: leggi "<greek>e)fomartei=ton</greek>"; p. 255 l. 15: leggi "consonanti"; p. 262 n. l. 2: leggi "<greek>e)to/lmhs'</greek>"; p. 275 n. 4 l. 1: leggi "<greek>a)rsenikw=s</greek>" e "<greek>a)rseniko/n</greek>"; p. 281 appar. ad l. 28: leggi "frustra"; p. 293 n. 11 l. 1: leggi "nonostante"; p. 308 n. 8 l. 2: leggi "<greek>dida/skw</greek>"; p. 326 l. 2: leggi "<greek>e)pe/bainon</greek>"; p. 333 l. 14: leggi "spiaggia"; p. 339 n. 14 l. 2: leggi "accettato da Fehling"; p. 347 n. 12 l. 3: leggi "<greek>a)lkth/r</greek>"; pp. 373-76: nelle note <greek>*)Epeirwtika/</greek> e\ scritto sistematicamente con lo spirito aspro (cosi\ anche in bibl., a p. 591 l. 12); p. 381 n. 9 l. 10: leggi "interpretazione"; p. 391 n. 13 l. 3: leggi "attestata"; p. 401 ll. 16 s.: leggi "signi-ficati"; p. 406 n. l. 3: leggi "arcaici"; p. 414 l. 16: leggi "<greek>glaukw=pis</greek>"; p. 423 n. 20 l. 2: leggi "173-174"; p. 430 ll. 18 s.: "Dato che ... Aristonico" e\ ripetuto in n. 12; p. 448 n. 9 l. 7: leggi "<greek>paratatiko/s</greek>"; p. 488 l. 8: leggi "esegeti"; p. 534 l. 8: leggi "quali"; p. 542 n. 17 l. 3: leggi "Henderson" (il relativo item manca in bibliografia); p. 549 n. 17 l. 8: leggi "<greek>diele/gxontai</greek>"; p. 590 ll. 18 e 19: leggi "indogermanischen". |
|
| <Prev in Thread] | Current Thread | [Next in Thread> |
|---|---|---|
| Previous by Date: | BMCR 2004.10.16, Andreas Bagordo, Reminiszenzen fru+her Lyrik: 00018, owner-bmcr-l |
|---|---|
| Next by Date: | BMCR 2004.10.18, Clark, The Law Most Beautiful and Best: 00018, owner-bmcr-l |
| Previous by Thread: | BMCR 2004.10.16, Andreas Bagordo, Reminiszenzen fru+her Lyriki: 00018, owner-bmcr-l |
| Next by Thread: | BMCR 2004.10.18, Clark, The Law Most Beautiful and Best: 00018, owner-bmcr-l |
| Indexes: | [Date] [Thread] [Top] [All Lists] |
| News | FAQ | advertise |