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Subject: Astra19::lab editoriale - msg#00066
List: culture.internet.rekombinant
Astra19_spa presenta
FARELIBRI
laboratorio di tecniche editoriali
4 weekend per fare un libro
marzo-maggio 2007
FARELIBRI è un laboratorio teorico-pratico per acquisire o perfezionare la
conoscenza delle tecniche editoriali. Nel corso di quattro fine settimana
costruiremo un libro attraverso tutte le fasi della produzione o autoproduzione
editoriale: formulazione di un progetto, scrittura e editing di testi,
impaginazione, composizione della copertina.
FARELIBRI è per la costruzione di pratiche orizzontali di circolazione dei
saperi, per accorciare le distanze tra produttori e fruitori di cultura, per un
uso critico del prodotto-libro, per una produzione culturale dal basso, diffusa
e condivisa.
Programma:
31/03-1/04
Introduzione al lavoro editoriale: funzioni e organizzazione delle case
editrici, le figure professionali. Il lavoro dell?editor: scelta dei testi e
direzione delle collane. Web e nuovi strumenti editoriali. Elaborazione
collettiva di un progetto con gli scrittori.
14-15/04
Editing dei testi: differenze tra narrativa e saggistica, il rapporto con
l?autore, il lavoro redazionale. Esercitazione di editing sui testi prodotti
dagli scrittori con editor e redattori.
21-22/04
La messa in pagina: concetti generali. Definizione del progetto grafico e
introduzione al software Quark Xpress. Esercitazione di impaginazione dei testi
editati con l?assistenza di grafici.
5-6/05
Ideazione della copertina: lettering, ricerca iconografica, illustrazione.
Introduzione al software Photoshop e composizione della copertina.
Intervengono:
Sergio Bianchi (DeriveApprodi), Andrea Bergamini (Playground), Luca Burei
(Edizioni Estemporanee), Rossella Canuti (grafica), Stefano Centonze
(illustratore), Luca Falaschi (Carocci), Gianluca Foglia (Laterza), Manuela
Fugenzi (ricercatrice iconografica), Roberto Steve Gobesso (grafico), Giulio
Mozzi (Vibrisselibri, Sironi), Vincenzo Ostuni (Fazi), Personalit? Confusa
(personalitaconfusa.net)
con la collaborazione degli scrittori:
Remo Bassini, Gaja Cenciarelli, Saverio Fattori, Giulia Fazzi, Herzog (Flaviano
Fillo), Sergio Kraisky, Yari Selvetella, Chiara Valerio
Per info:
astra19_spa via capraia 19_tufello/montesacro roma
farelibri@xxxxxxxx
www.bloggers.it/farelibri
348.0833912 / 347.2594698
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+ http://liste.rekombinant.org/wws/subrequest/rekombinant
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Asemblea al TPO - mart 27/2 . Chiudere i CPT!
CHIUDERE I CPT. Se non ora quando?
Martedì 27 Febbraio ore 21.00 - ASSEMBLEA al TPO - Viale Lenin 3, Bologna
Sabato 3 Marzo ore 14.30 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - Piazza Nettuno, Bologna
SABATO 3 MARZO 2007 ANDREMO DAVANTI AL CPT DI VIA MATTEI PER RECLAMARNE LA
CHIUSURA.
Sabato 3 marzo i movimenti manifesteranno a Bologna affinché le città non
appartengano solo a chi è nato ricco e bianco, ma siano città dei
conflitti, dei precari, dei migranti in cammino per un mondo che ha senso
solo se ne contiene molti e differenti, tutti di pari dignità. Le città
sono ormai assediate da politiche di governo del territorio securitarie e
criminogene, che le rendono fortezze non attraversabili da chi non
appartiene alla forma vita dominante o non accetta i limiti della
rappresentanza politica, le regole dell?obbedienza della politica
istituzionale di destra e di sinistra. È tempo di irrompere nel centro di
Bologna, ricombinandone gli spazi, i suoni, i tempi, facendo ascoltare
parole ribelli e codici sovversivi in piazza Nettuno, strada Maggiore, via
Massarenti e, infine, via Mattei.
È tempo, in breve, di pensare ad una nuova legalità dal basso per la quale
ogni uomo o donna possa decidere liberamente dove e come vivere, qui a
Bologna, ma anche ovunque in Europa. Questa è la cittadinanza che
reclamiamo: quella che è scritta con la grammatica dei diritti universali,
quella che tutela le differenze, quella che permette ad ogni quartiere di
essere luogo ospitale e solidale. Una cittadinanza che va pensata come
spazio di conflitti e di diritti, nel quale
la democrazia è assoluta e non merce il cui valore di scambio viene
misurato ogni ciclo elettorale.
Per questo I CPT VANNO CHIUSI, QUA-ORA-SUBITO-E-DAPPERTUTTO, come atto
pubblico di civiltà, e non vanno né delocalizzati né svuotati, né
umanizzati. Piantiamola con le ipocrisie: decine di agenzie politiche,
sindacali e dei diritti umani, ultimo ma non per ultimo un commissario
ONU, hanno detto e scritto che i CPT sono squallide carceri etniche e che
via Mattei è il peggiore di queste, che va chiuso immediatamente perché lì
dentro, oltre i due muri di cinta, il filo spinato militare, il check
point di polizia attivo 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana, nel
buio di celle sporche, tra gli abusi dei gestori che si sono alternati
negli anni, si soffre, si piange e, a volte, si muore nel silenzio.
Per questo sempre più spesso i migranti reclusi si ribellano, insorgono,
fuggono. Negli anni i CPT hanno cambiato la loro funzione, diventando una
frontiera interna, utile leva per incrementare lo sfruttamento del lavoro
vivo migrante. Sabato 3 marzo noi vorremo lasciar perdere tutte le comiche
della politica di palazzo che ammette che si possano sottoscrivere 12
punti conservatori e, contemporaneamente, occhieggiare sottobanco ai
movimenti.
Nell?era della governance multilaterale i movimenti sono ancora più
autonomi ed immediatamente liberano quel potere costituente, capace di
trasformare soggettività e territori, travolgere equilibri politici ed
assetti consolidati.
Questa è la potenza che appartiene ad ogni realtà di base che lotta lì,
abajo a la izquierda.
Ce lo ha ricordato la meravigliosa manifestazione di Vicenza della quale
siamo stati ventre comune e che ha sprigionato una forza enorme
confermandoci che un nuovo ciclo di movimento è già cominciato e noi ne
siamo parte tra i molti.
Parliamo a tutti i nostri fratelli e sorelle che si stanno preparando a
partire dai centri sociali e dalle realtà di lotta che tutti i giorni sono
il cuore pulsante della ribellione, del sogno, del conflitto. Parliamo ai
compagni del Presidio Permanente di Vicenza, dei comitati della Val Susa
e di qualunque altro luogo in movimento che ritiene che non esiste alcun
governo amico, ministro o sottosegretario di riferimento, ma che essi, di
qualunque colore siano, sono sempre controparte.
VI ASPETTIAMO PER ANDARE TUTTI INSIEME A RECLAMARE LA CHIUSURA
DEL CPT DI VIA MATTEI.
Vi aspettiamo, perché RIBELLARSI AL PRESENTE È SOVVERTIRE IL FUTURO.
TPO ? Bologna
Consulta lo speciale:
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www.globalproject.info - Radio Kairos 105.85 FM
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radical europe - note su una mente collettiva (brainstorm milano 17.2)
cari gemelli eterozigoti, eccovi alcune delle decisioni prese nel
corso delle giornate milanesi, seguito da uno streamofconsciousness
sull'incontro. un report più meditato è stato postato in inglese da
Laila sulla lista euromayday. ciao, lx
a) facciamo l'associazione europea (partono lista e sito)
b) la sua prima manifestazione pubblica sarà il documento condensato
in una pagina da far girare x adesioni accompagnato da una campagna di
subvertising del 50enario dell'unione europea (25 marzo 007).
c) nome (+kool), stile (+ironic&populist), tono (+drole) da cambiare
d) faremo incontri/azioni in varie città europee che rispecchiano il
pentachrome di radical europe. I primi appuntamenti saranno molto
probablimente a bruxelles per il rosso flexicurity (green2white
paper), a varsavia per il pink queer (gay pride negato), e a
copenhagen per il silver cyberpirata.
Sono stati giorni intensi e coinvolgenti che hanno cementato la
volontà collettiva euroradicale di neurogreen, flexblues,
piratgruppen/flexico. Da rattazzo ci sono state giovedì le prime
cospirazioni ricombinanti. Poi venerdì sera in niguarda un
megarinfresco organizzato da paolopuntoebasta ed ecomutantz ha pumped
up da vibe x la convergenza dei tre affluenti alla schighera, dove
sono arrivati a ondate prima i danesi, poi i milanesi, quindi brian e
poi i belgi. Al Pini sono venuti 4 da liegi e 1 da bruxelles, 1 da
graz, 1 da londra, 1 da parigi, 4 da copenhagen, varie/i neurogrini da
milano, roma, bologna. Una congrega di menti formidabili che vanno dal
mediattivismo precario-sovversivo alle campagne di ecologia urbana,
all'azione diretta contro la persecuzione degli immigrati, alla teoria
sociale, estetica e della comunicazione, all'informazionalismo p2p,
alla conoscenza dei punti deboli della governance europea, al
costituzionalismo federalista, al situazionismo in salsa queer alla
visionarietà insopprimibilmente radicale: una banda di matti immersi
nel verde di un ex manicomio;) Dopo l'apertura dell'asblea e il
riepilogo della discussione online (ci rinfacciano europa e riformismo
ma nn hanno alternative politiche da proporre), Nikolaj ha posto così
il problema: come attivisti ci vogliamo porre una blue ocean strategy
o una red sea strategy? Strategia del mare sgombro, è chiaro. E il
demoradicalismo europeo sembra proprio essere tale, come abbiamo già
verificato con la crescita dell'euromayday. Ci siamo divisi in 3
sottogruppi che avevano il compito di discutere natura e funzioni
dell'associazione, e campagne e messaggi di attivazione. Il gruppo di
discussione di Brian Holmes ha sintetizzato così il compito di
neuroradical europe (a brian piace così: a voi?): né una rete né un
partito ma un'associazione che si pone il compito di fare da
interfaccia fra movimenti negli stati-nazione e livello transnazionale
europeo così da costituire un layer che schiacci il piano astratto del
capitale e della tecnocrazie europei per farlo aderie alla morfologia
concreta delle reti sociali e delle attivazioni locali. Il gruppo di
Paolo Vern ha delineato una strategia offensiva sui diritti
fondamentali tale da dar vita a una advocacy x i diritti (ECLU) con
assistenza legale e campaigning che riapra il dibattito europeo. Il
mio gruppo ha discusso dell'interconnessione ed esaltazione delle
campagne di ecologismo urbano nelle metropoli europee e ha soppesato
vantaggi e svantaggi di un approccio populista alla comunicazione. In
particolare si è diviso sul costituzionalismo europeo. Europe is
boring, radical europe shall not be, come ha sottolineato la ventenne
Pil. Il referendum paneuropeo nn scalda gli animi e prevale
nell'asblea la chiusura ai processi elitisti di ricomposizione
costituzionale che vogliono cancellare il doppio no. Si è quindi
passata alla plenaria (30-40 persone). Nicola ha sottolineato
l'importanza di un'opposizione all'intergovernamentalismo teso a
evitare che le decisioni sulla costituzione europea si svolgano nelle
porte chiuse di vertici come quello a berlino il 24-25 marzo. Una
comune strategia offensiva sui diritti fondamentali è sembrata a molti
il modo per uscire dall'impasse dell'europeismo liberale vs
antieuropeismo noglobal e affermare un europeismo neuroradicale. Gli
ecomutanti hanno ricordato l'8 dicembre giornata globale 007 contro il
cambiamento climatico ed è stata messa in agenda della costituenda
associazione. E' stata affermata con forza la volontà di fare un sito
che contenga testi radical multilingue sull'opposizione sociale ed
ecologica in europa. La sera cena in bovisa e party inenarrabile in
conchetta in un'atmosfera di gaiezza contagiosa davvero insolita per
milano. Morale: think tank, subvertising, advocacy x i diritti civili,
azioni di pressione sociale, ecologismo urbano reticolare, queste le
cose che vogliamo sviluppare insieme con l'associazione. La
discussione continua su una lista con dominio su agora.eu che partirà
a breve, nn appena i danesi postano la versione condensed del
documento.
5, come le dita della mano, sono i colori dell'europa radicale:
mignolo pinky, anulare silver, medio black, indice rosso, pollice verde
agli altri la parola,
lx
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CHIUDERE I CPT. Se non ora quando?
Martedì 27 Febbraio ore 21.00 - ASSEMBLEA al TPO - Viale Lenin 3, Bologna
Sabato 3 Marzo ore 14.30 - MANIFESTAZIONE NAZIONALE - Piazza Nettuno, Bologna
SABATO 3 MARZO 2007 ANDREMO DAVANTI AL CPT DI VIA MATTEI PER RECLAMARNE LA
CHIUSURA.
Sabato 3 marzo i movimenti manifesteranno a Bologna affinché le città non
appartengano solo a chi è nato ricco e bianco, ma siano città dei
conflitti, dei precari, dei migranti in cammino per un mondo che ha senso
solo se ne contiene molti e differenti, tutti di pari dignità. Le città
sono ormai assediate da politiche di governo del territorio securitarie e
criminogene, che le rendono fortezze non attraversabili da chi non
appartiene alla forma vita dominante o non accetta i limiti della
rappresentanza politica, le regole dell?obbedienza della politica
istituzionale di destra e di sinistra. È tempo di irrompere nel centro di
Bologna, ricombinandone gli spazi, i suoni, i tempi, facendo ascoltare
parole ribelli e codici sovversivi in piazza Nettuno, strada Maggiore, via
Massarenti e, infine, via Mattei.
È tempo, in breve, di pensare ad una nuova legalità dal basso per la quale
ogni uomo o donna possa decidere liberamente dove e come vivere, qui a
Bologna, ma anche ovunque in Europa. Questa è la cittadinanza che
reclamiamo: quella che è scritta con la grammatica dei diritti universali,
quella che tutela le differenze, quella che permette ad ogni quartiere di
essere luogo ospitale e solidale. Una cittadinanza che va pensata come
spazio di conflitti e di diritti, nel quale
la democrazia è assoluta e non merce il cui valore di scambio viene
misurato ogni ciclo elettorale.
Per questo I CPT VANNO CHIUSI, QUA-ORA-SUBITO-E-DAPPERTUTTO, come atto
pubblico di civiltà, e non vanno né delocalizzati né svuotati, né
umanizzati. Piantiamola con le ipocrisie: decine di agenzie politiche,
sindacali e dei diritti umani, ultimo ma non per ultimo un commissario
ONU, hanno detto e scritto che i CPT sono squallide carceri etniche e che
via Mattei è il peggiore di queste, che va chiuso immediatamente perché lì
dentro, oltre i due muri di cinta, il filo spinato militare, il check
point di polizia attivo 24 ore su 24 per sette giorni alla settimana, nel
buio di celle sporche, tra gli abusi dei gestori che si sono alternati
negli anni, si soffre, si piange e, a volte, si muore nel silenzio.
Per questo sempre più spesso i migranti reclusi si ribellano, insorgono,
fuggono. Negli anni i CPT hanno cambiato la loro funzione, diventando una
frontiera interna, utile leva per incrementare lo sfruttamento del lavoro
vivo migrante. Sabato 3 marzo noi vorremo lasciar perdere tutte le comiche
della politica di palazzo che ammette che si possano sottoscrivere 12
punti conservatori e, contemporaneamente, occhieggiare sottobanco ai
movimenti.
Nell?era della governance multilaterale i movimenti sono ancora più
autonomi ed immediatamente liberano quel potere costituente, capace di
trasformare soggettività e territori, travolgere equilibri politici ed
assetti consolidati.
Questa è la potenza che appartiene ad ogni realtà di base che lotta lì,
abajo a la izquierda.
Ce lo ha ricordato la meravigliosa manifestazione di Vicenza della quale
siamo stati ventre comune e che ha sprigionato una forza enorme
confermandoci che un nuovo ciclo di movimento è già cominciato e noi ne
siamo parte tra i molti.
Parliamo a tutti i nostri fratelli e sorelle che si stanno preparando a
partire dai centri sociali e dalle realtà di lotta che tutti i giorni sono
il cuore pulsante della ribellione, del sogno, del conflitto. Parliamo ai
compagni del Presidio Permanente di Vicenza, dei comitati della Val Susa
e di qualunque altro luogo in movimento che ritiene che non esiste alcun
governo amico, ministro o sottosegretario di riferimento, ma che essi, di
qualunque colore siano, sono sempre controparte.
VI ASPETTIAMO PER ANDARE TUTTI INSIEME A RECLAMARE LA CHIUSURA
DEL CPT DI VIA MATTEI.
Vi aspettiamo, perché RIBELLARSI AL PRESENTE È SOVVERTIRE IL FUTURO.
TPO ? Bologna
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cari gemelli eterozigoti, eccovi alcune delle decisioni prese nel
corso delle giornate milanesi, seguito da uno streamofconsciousness
sull'incontro. un report più meditato è stato postato in inglese da
Laila sulla lista euromayday. ciao, lx
a) facciamo l'associazione europea (partono lista e sito)
b) la sua prima manifestazione pubblica sarà il documento condensato
in una pagina da far girare x adesioni accompagnato da una campagna di
subvertising del 50enario dell'unione europea (25 marzo 007).
c) nome (+kool), stile (+ironic&populist), tono (+drole) da cambiare
d) faremo incontri/azioni in varie città europee che rispecchiano il
pentachrome di radical europe. I primi appuntamenti saranno molto
probablimente a bruxelles per il rosso flexicurity (green2white
paper), a varsavia per il pink queer (gay pride negato), e a
copenhagen per il silver cyberpirata.
Sono stati giorni intensi e coinvolgenti che hanno cementato la
volontà collettiva euroradicale di neurogreen, flexblues,
piratgruppen/flexico. Da rattazzo ci sono state giovedì le prime
cospirazioni ricombinanti. Poi venerdì sera in niguarda un
megarinfresco organizzato da paolopuntoebasta ed ecomutantz ha pumped
up da vibe x la convergenza dei tre affluenti alla schighera, dove
sono arrivati a ondate prima i danesi, poi i milanesi, quindi brian e
poi i belgi. Al Pini sono venuti 4 da liegi e 1 da bruxelles, 1 da
graz, 1 da londra, 1 da parigi, 4 da copenhagen, varie/i neurogrini da
milano, roma, bologna. Una congrega di menti formidabili che vanno dal
mediattivismo precario-sovversivo alle campagne di ecologia urbana,
all'azione diretta contro la persecuzione degli immigrati, alla teoria
sociale, estetica e della comunicazione, all'informazionalismo p2p,
alla conoscenza dei punti deboli della governance europea, al
costituzionalismo federalista, al situazionismo in salsa queer alla
visionarietà insopprimibilmente radicale: una banda di matti immersi
nel verde di un ex manicomio;) Dopo l'apertura dell'asblea e il
riepilogo della discussione online (ci rinfacciano europa e riformismo
ma nn hanno alternative politiche da proporre), Nikolaj ha posto così
il problema: come attivisti ci vogliamo porre una blue ocean strategy
o una red sea strategy? Strategia del mare sgombro, è chiaro. E il
demoradicalismo europeo sembra proprio essere tale, come abbiamo già
verificato con la crescita dell'euromayday. Ci siamo divisi in 3
sottogruppi che avevano il compito di discutere natura e funzioni
dell'associazione, e campagne e messaggi di attivazione. Il gruppo di
discussione di Brian Holmes ha sintetizzato così il compito di
neuroradical europe (a brian piace così: a voi?): né una rete né un
partito ma un'associazione che si pone il compito di fare da
interfaccia fra movimenti negli stati-nazione e livello transnazionale
europeo così da costituire un layer che schiacci il piano astratto del
capitale e della tecnocrazie europei per farlo aderie alla morfologia
concreta delle reti sociali e delle attivazioni locali. Il gruppo di
Paolo Vern ha delineato una strategia offensiva sui diritti
fondamentali tale da dar vita a una advocacy x i diritti (ECLU) con
assistenza legale e campaigning che riapra il dibattito europeo. Il
mio gruppo ha discusso dell'interconnessione ed esaltazione delle
campagne di ecologismo urbano nelle metropoli europee e ha soppesato
vantaggi e svantaggi di un approccio populista alla comunicazione. In
particolare si è diviso sul costituzionalismo europeo. Europe is
boring, radical europe shall not be, come ha sottolineato la ventenne
Pil. Il referendum paneuropeo nn scalda gli animi e prevale
nell'asblea la chiusura ai processi elitisti di ricomposizione
costituzionale che vogliono cancellare il doppio no. Si è quindi
passata alla plenaria (30-40 persone). Nicola ha sottolineato
l'importanza di un'opposizione all'intergovernamentalismo teso a
evitare che le decisioni sulla costituzione europea si svolgano nelle
porte chiuse di vertici come quello a berlino il 24-25 marzo. Una
comune strategia offensiva sui diritti fondamentali è sembrata a molti
il modo per uscire dall'impasse dell'europeismo liberale vs
antieuropeismo noglobal e affermare un europeismo neuroradicale. Gli
ecomutanti hanno ricordato l'8 dicembre giornata globale 007 contro il
cambiamento climatico ed è stata messa in agenda della costituenda
associazione. E' stata affermata con forza la volontà di fare un sito
che contenga testi radical multilingue sull'opposizione sociale ed
ecologica in europa. La sera cena in bovisa e party inenarrabile in
conchetta in un'atmosfera di gaiezza contagiosa davvero insolita per
milano. Morale: think tank, subvertising, advocacy x i diritti civili,
azioni di pressione sociale, ecologismo urbano reticolare, queste le
cose che vogliamo sviluppare insieme con l'associazione. La
discussione continua su una lista con dominio su agora.eu che partirà
a breve, nn appena i danesi postano la versione condensed del
documento.
5, come le dita della mano, sono i colori dell'europa radicale:
mignolo pinky, anulare silver, medio black, indice rosso, pollice verde
agli altri la parola,
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