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Re: il futuro di un'europa senza radici: msg#00049

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Subject: Re: il futuro di un'europa senza radici

Solo 2 scarne note di commento:

- l'analisi pecca di idealismo, come se tutto il problema fosse nella
sfera dell'immaginario, della mitopoiesi, della produzione di utopie.
Correggerei con un pò di leninismo o almeno di realismo: i vincoli posti
dal socialismo realmente esistente al capitalismo ad es., erano in
termini di concreti rapporti di forza non meno che di "riferimenti
immaginari", e
l'insuccesso totale del movimento si deve prima di tutto alla sua totale
mancanza di potere (come la capacita' di interruzione della catena del
valore che era lo sciopero per il movimento operaio), oltre che al suo
carattere petizionistico che ha rafforzato la legittimazione dei suoi
avversari piuttosto che minarla.
- Soprattutto, e' la soluzione "new age" di "ritirata strategica" (nella
"cura di se"; negli "interstizi di vita felice") che non convince: il
capitalismo e' totalitario proprio in quanto tende a penetrare ogni
aspetto della vita sociale e della personalita' individuale. Sperare che
"ci lasci perdere" in una piccola sfera privata e/o
comunitaria/autorganizzata e' assolutamente irrealistico, come
l'ideologia liberale. Lo stato capitalistico e' una macchina per
uccidere tutto cio' che non si adegua alla forma di merce, e la scelta
per chi non si adatta e' solo tra combattere o soccombere (o entrambe le
cose) purtroppo.
Da questo punto di vista "globalizzazione" significa che non esiste + alcun luogo dove fuggire.


bifo wrote:

il futuro di un'europa senza radici











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