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roma - un'altra sinistra in comune: msg#00047culture.internet.rekombinant
Roma 4 luglio 2005 Istituto Salesiano del sacro cuore, via Marsala 42 zona Stazione Termini, ore 17.00 Manifesto ? un?altra sinistra in comune Si usa spesso l?espressione, con piglio severo e carico di disappunto, ?luogo comune? oppure ?idea comune?. Ciò che è comune è privo di originalità, scontato, ripetitivo e noioso. In una società che adora l?individuo senza posa, salvo poi spogliarlo di ogni diritto concreto, l?originalità è la regola. Originale è l?opera d?autore, originale è il guizzo imprevedibile del consumatore o del risparmiatore, originale è l?imprenditore che si fa da sé e magari, con l?aiuto di qualche tv, prende la guida del paese. Una folta schiera di individui, privi di relazione e di solidarietà, hanno dalla loro l?originalità assoluta di poter essere precari o precarissimi, di poter fare shopping in enormi centri commerciali che devastano ?col sorriso sulla bocca? quartieri e diritti sociali, originali nel farsi ?friggere? il cervello dalle antenne per la telefonia mobile che come funghi spuntano sui tetti, originali nel vivere per strada o con un affitto ?oltre le stelle?. Originali, pieni di estro, i ?nuovi individui? della città globale! C?è un altro modo di intendere la parola comune. Comune è un bene che rifugge la privatizzazione e le recinzioni. Comune è ciò che si fa collaborando, mettendosi in gioco assieme ad altri per conquistare un diritto negato. Comune è una buona idea o un luogo pieno di solidarietà, il prodotto per nulla scontato della messa in comune delle proprie passioni, competenze, energie, creatività. Ci sembra evidente che questo senso della parola comune ? che molto va d?accordo con le parole solidarietà e cooperazione ? sia poco usato da una parte consistente del centro-sinistra italiano. Quel centro-sinistra che vede come fumo agli occhi la nuova stagione di conflitti inaugurata dal movimento no-global e, a seguire, dai movimenti che si battono contro la precarietà e per i nuovi diritti. Quel centro-sinistra che mal sopporta le istanze della società civile e dei conflitti sociali e che, come nella versione "neocentrista" della Margherita, preferisce pescare voti a destra inseguendo opzioni moderate e conservatrici in tema di valori come di politiche sociali. O come nella versione ?riformista" della maggioranza dei Ds, sorda al tema dei diritti, legalitaria, ammaliata senza condizioni dalla real politik e dall?illusione di un liberismo temperato fatto di guerre giuste e alleanze educate con i ?poteri forti?. Un ritratto sintetico questo, che descrive bene l?orizzonte nazionale così come le caratteristiche e gli squilibri locali del centro sinistra (quanto è accaduto ad es. nelle elezioni veneziane con Cacciari o con l?exploit securitario di Cofferati ne sono sintomi evidenti). Va da sé che Veltroni, pur avendo dimostrato intelligente capacità di dialogo con i movimenti e con le forme coraggiose e sperimentali del decentramento municipale, non è esente da un condizionamento pesante da parte dei ?poteri forti? o dei ricatti ?neo-centristi? e ?riformisti?. Come fare in modo che la casa sia un bene comune, garantito a tutti, senza discriminazioni? Come definire nuovi diritti all?altezza del mercato del lavoro e della società che cambia: formazione permanente, accesso alla conoscenza e alle tecnologie, reddito e servizi? Come costruire una città dell?accoglienza e della solidarietà nei confronti dei ?nuovi cittadini?, i migranti? Come fare del decentramento e della partecipazione parole piene di senso e di esperienza e non caselle vuote utili a dire tutto e il contrario di tutto? Come evitare il proliferare selvaggio di antenne e di disastri ambientali e urbanistici? Come fermare la speculazione del mattone o l?euforia privatizzatrice che riduce a merce tutto ciò che incontra sul cammino accidentato del vecchio Welfare State? Come immaginare una scuola e un?università accessibili a tutti, ricche di contenuti, di vivacità critica e di densità relazionale? Come dare spazio alla sperimentazione culturale indipendente, senza bollini da ?salotto buono?, con il coraggio del rischio e dell?innovazione? Come salvaguardare quell?incredibile patrimonio di civiltà e di buona vita, oltre che di democrazia, rappresentata, a Roma in particolar modo, dai centri sociali e dalle esperienze associative? Come immaginare una nuova sfida sindacale che tenga assieme vecchi e nuovi diritti nel mondo del lavoro stabile e precarizzato? In una parola come inventare un?altra città? Città solidale, aperta, democratica, intelligente, dalla parte della società civile e delle sue istanze, dalla parte di chi è senza diritti o di chi non vede rispettati quei pochi che ha. Una fetta sempre più importante della società sfugge dalle dinamiche tradizionali della rappresentanza e della politica. Meglio, alla parola ?politica? legge distanza, latitanza, impermeabilità e quindi, nei casi migliori, mette in gioco voglia di nuovo protagonismo, desiderio e pratica di partecipazione. É per questo che se pensiamo ad un?altra città da inventare pensiamo ad un processo costituente, dove nulla è scontato o lineare, dove la partecipazione e la progettazione condivisa siano non solo valori ma metodi non aggirabili. Quando abbiamo in mente un?altra città partiamo dai problemi, dai desideri, dalle domande e dalle esperienze concrete praticate a partire da queste domande. Prendiamo ad esempio lo straordinario successo della delibera sulle politiche abitative o piuttosto le battaglie sul carovita e sulla rivendicazione di reddito garantito, i conflitti nel mondo della scuola e dell?università o l?esperienza dei centri sociali (di vecchia e di nuova generazione) e di un rinnovato associazionismo civico. Si tratta del nostro modo e del modo di tanti altri di praticare risposte parziali, a volte estremamente efficaci, a volte meno. Non conosciamo un modo di costruire e quindi di inventare una nuova città se non quello di domandare e di provare assieme a definire delle risposte. Quando diciamo ?provare assieme?, abbiamo in mente una formula inedita che prenda per le corna la questione della crisi della rappresentanza e l?esigenza di rielaborare le forme della politica, in particolare delle sperimentazioni, tra movimenti ed enti di prossimità, della politica locale. Una ?federazione?, una ?rete elettorale? delle sinistre ?radicali? e ?alternative? dove movimenti e partiti, comitati civici e associazioni, con pari dignità, possano definire programmi e conquiste, solide e significative, dentro lo spazio politico della coalizione per il rinnovo del mandato al sindaco Veltroni. L?unico modo per non cedere il passo ad una graduale affermazione moderata e all?iniziativa sempre più insidiosa della Margherita di Rutelli è mettere in gioco senza timidezze un?opzione ambiziosa che parte dai movimenti e dalla società civile autorganizzata. Per i partiti della sinistra ormai si è di fronte ad un bivio: o con i movimenti per un?alternativa vera o ruote di scorta di una coalizione destinata a sbilanciarsi sempre più verso il centro. Sappiamo che la strada è tortuosa e l?ambizione alta, si tratta però di essere all?altezza delle sfide di giustizia di questa città. Molta strada sul terreno della sperimentazione municipale è stata fatta a Roma in questi anni, malgrado l'interruzione del processo di decentramento amministrativo. Si tratta di un accumulo di pratiche non irreversibile, che per non tornare indietro deve e può fare di meglio. Piccoli ma significativi passi sono stati fatti nei territori dove maggiore è stata l?innovazione e l'attività dei movimenti. Questa proposta guarda fino in fondo a quel patrimonio di lotte e di nuove relazioni che attraversano i territori in vario modo e che domandano, con intensità differenti, nuove opzioni di rappresentanza e di rapporto con la politica. A tutti coloro che hanno imparato in questi anni a non accontentarsi, a chi, nella politica dei partiti come in quella dei movimenti, ha fatto della ricerca e dell?esplorazione costante di territori inesplorati la propria ragion d?essere e la propria pratica rivolgiamo questa proposta, per camminare assieme, per continuare a domandare, per tentare di rispondere mettendo in comune ciò che siamo e ciò che desideriamo Roma - un?altra sinistra in comune ? lista aperta mi sono moltiplicato per sentirmi, per sentirmi ho dovuto sentire tutto, sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi... una sola moltitudine ___________________________________ Yahoo! Mail: gratis 1GB per i messaggi e allegati da 10MB http://mail.yahoo.it -------------------------------------------[ RK ] http://www.rekombinant.org http://www.rekombinant.org/support http://liste.rekombinant.org/wws/subrequest/rekombinant |
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