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Cr*, shop surfing operaio ? Il vescovo è preoccupato...quando si muove la rude razza pagana... ah ah ah Spesa sociale, blitz all?ipermercato Il direttore della Carrefour «È una nostra donazione» La solidarietà del vescovo: «Lo Stato intervenga» La manifestazione, organizzata in gran segreto, è scattata alle undici in punto, al Carrefour di Capodrise. Trecento (ma forse più) operai della Ixfin di Marcianise, da tre mesi senza stipendio, sono entrati in corteo, con bandiere, striscioni e cartelli, nell?ipermercato e hanno portato via due pedane intere di pacchi di pasta. «Un modo per dire che i lavoratori non ce la fanno più, è stato un gesto simbolico - spiega Arcangelo Rosetok, delegato Fiom - che vuole essere per tutti anche un campanello di allarme». La direzione del Carrefour ha reagito con calma. «Comprendiamo l?esasperazione, e per questo consideriamo questo prelievo una specie di donazione da parte nostra», commenta il responsabile della struttura, Roberto Fasanelli. Una parte della pasta sarà portata dagli operai alla Caritas, affinché venga distribuita «a chi sta - spiegano i lavoratori - ancora peggio di noi». In serata nuovo blocco del vialone, per protestare contro la probabile assenza al tavolo romano, domani, della proprietà e di Sviluppo Italia Caserta. Pasta, soltanto pasta. Niente gastronomia di lusso, hi fi, prodotti tecno né abbigliamento. Soltanto pasta hanno preso gli operai Ixfin, fabbrica di Marcianise che da tre mesi non paga gli stipendi ai suoi 930 dipedenti, ieri in corteo nell?ipermercato Carrefour per fare la «spesa sociale». «È un modo per dire che qui noi vorremo venire con soldi veri, come gli altri, per mettere ogni giorno il piatto in tavola, ma che non possiamo», spiega Arcangelo Roseto, delegato Fiom, attorniato da decine di operai che raccontano storie di nuova povertà e di disperazione. Sono arrivati a centinaia dalla provincia per l?appuntamento di ieri mattina, l?ennesimo di una lotta che va avanti da mesi con blocchi stradali, incontri in città e a Roma, estenuanti trattative dove l?accordo raggiunto si volatilizza sempre all?ultimo momento. Operai giovani, donne ma anche lavoratori con i capelli grigi che ricordano i tempi d?oro di aziende che si chiamavano Olivetti, Modinform o Texas, simbolo di una industrializzazione precaria spacciata come miracolo del sud. Alle undici in punto dal megaparcheggio zeppo di macchine e clienti sono entrati nel supermercato, puntando dritto al reparto alimentare. Hanno caricato sui carrelli il contenuto di due pedane intere, e poi il giro lento nei reparti, scandito dagli slogan urlati al megafono, il volantinaggio tra la gente incuriosita e frastornata. Poi il corteo ha guadagnato il cortile e i pacchi di pasta sono stati trasferiti sulle auto. «Una parte della roba la doneremo alla Caritas, la affideremo al vescovo Nogaro per farla distribuire - precisa Arcangelo Roseto - a chi è ancora più sfortunato di noi». E la direzione del Carrefour? Presente in tutte le fasi della protesta e nei capannelli fuori e dentro l?ipermercato, il direttore Roberto Fasanelli ha seguito la vicenda con calma. «È stato un gesto simbolico e noi lo abbiamo accettato perché viene da gente con l?acqua alla gola, la manifestazione - ha commentato il responsabile della struttura - è stata composta, non ha intimorito la clientela e si è svolta senza arrecare danni». Anche sui pacchi di pasta portati via il direttore getta acqua sul fuoco. «Nessun furto, diciamo che deve essere interpretato come un episodio di donazione da parte nostra, comprendiamo - conclude - la difficilissima situazione che vivono queste famiglie». Una linea morbida d?altra parte seguita anche dalle forze dell?ordine, che hanno controllato a distanza la manifestazione. «Quello che è successo è il segno più evidente dell?urgenza di un intervento da parte dello Stato, un segno dell?esasperazione - avverte il vescovo Nogaro, che nelle scorse settimane si è recato in fabbrica per portare la sua solidarietà - di chi vive senza più certezze, prego perché il filo della speranza non si spezzi». Tutta l?attesa è per la riunione presso la Presidenza del consiglio convocata per domani. Ci saranno rappresentanti della Regione e - forse - della proprietà e di Sviluppo Italia. «Se la svolta non arriva occuperemo la fabbrica», promettono gli operai che in serata hanno di nuovo mandato in tilt il traffico su viale Carlo III. E non finisce qui. «Perché non è detto che quel malessere si contenga sempre in gesti simbolici», ammonisce, preoccupato, il vescovo di Caserta. Fonte: Il Mattino di Napoli c/ singolare qualunque ********************************** se arrivi ad un bivio...prendilo!! ********************************** http://materialiresistenti.clarence.com |
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